cerotto vivente

Le fratture ossee più gravi presentano attualmente limitate strategie terapeutiche: il trapianto di osso prelevato da altre parti del corpo o l’impianto di materiale sintetico. In entrambe le opzioni il successo dipende soprattutto dalle capacità di guarigione dell’organismo che possono essere anche molto ridotte nei soggetti vulnerabili, come accade dopo un grave trauma. Sembrerebbe, però, che per trattare le fratture ossee più gravi oggi ci sia una soluzione più efficace: stiamo parlando del cerotto “vivente”.

Si tratta di un cerotto a base di cellule staminali che si applica direttamente sull’osso fratturato per permettere l’insediamento delle cellule staminali umane. Queste ultime, infatti, restano attive e vive per settimane in modo da garantire la produzione di nuovo tessuto osseo. Il cerotto “vivente” si basa su una tecnologia che ha permesso di creare un tessuto simile all’osso partendo da cellule staminali umane. I ricercatori hanno poi trapiantato il tessuto ottenuto sull’osso difettoso di topi così da avviarne ed accelerarne la riparazione.

Il cerotto “vivente” che accelera la riparazione del tessuto osseo che ha subito una frattura

Il risultato è stato quello di ottenere una riparazione del tessuto osseo fratturato del topo estremamente efficace e rapida. Il concetto del tessuto ingegnerizzato in 3D e del cerotto vivente ha il potenziale giusto per essere utilizzato in diversi tessuti ed organi danneggiati. Ciò sicuramente rappresenta una valida alternativa alle attuali terapie cellulari. Queste ultime, infatti anche se molto promettenti, presentano un problema: le cellule trasferite sulla frattura vanno spesso incontro a morte e non riescono a fornire il supporto necessario all’osso in via di guarigione.

Il cerotto vivente, invece, è costituito da un biomateriale arricchito con una proteina che accelera la crescita e la riparazione del tessuto osseo. Inoltre, presenta un rivestimento di collagene in 3D che avvolge e sostiene le cellule durante tutto il processo di guarigione. Infine, lo stesso cerotto, una volta introdotto, si riassorbirà dopo la riparazione.

Trovate maggiori informazioni nello studio pubblicato sulla rivista Nature Materials condotto da ricercatori del King’s College di Londra.