Bimo

Arriva dall’Università di Cagliari una grande innovazione denominata Bimo. Si tratta di una materiale che accorpa in sé le caratteristiche di una calamita e di una batteria.

A presentare questa straordinaria invenzione è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications. Lo studio, come già detto, riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Cagliari. Bimo, fondamentalmente, è una calamita che genera anche una tensione ai suoi estremi, un po’ come se fosse una batteria. Inoltre, presenta anche un ordine interno direzionale (toroidico) che produce effetti ottici non lineari come la birifrangenza multidirezionale. Il suo nome Bimo, deriva dalla sua formula chimica Bi5Mn5O17. Quest’ultimo è un metallo multiferroico con ordine multiplo ferromagnetico.

Bimo è unico nel suo genere e, inoltre, è stabile in più varianti pressocché identiche, ma con proprietà elettriche, magnetiche e ottiche molto diverse. Questo materiale, insieme calamita e batteria, è magnetoelettrico. Ciò vuol dire che il suo stato magnetico può essere modificato indirettamente da un campo elettrico e il suo stato elettrico da un campo magnetico e piezoelettrico. Si tratta di un materiale termodinamicamente molto stabile e, dunque, sintetizzabile in laboratorio.

Bimo potrebbe trovare numerose applicazioni tecnologiche. Infatti i materiali che lo costituiscono sono componenti chiave utilizzati, ad esempio, nei convertitori di tensione o nelle memorie magnetiche ed  elettriche multistato. Nonostante i molti anni di ricerca in questo campo, ancora oggi nessuno ha mai realizzato un materiale multiferroico a fase singola in versione ferromagnetica e stabile a temperatura ambiente. Bimo, però, rappresenta una possibilità concreta di procedere alla realizzazione di questo materiale.