permafrost

Il termine permafrost indica un terreno tipico delle regioni fredde come, ad esempio, quelle delle Nord Europa, dove il suolo è perennemente ghiacciato. Sembrerebbe che, a causa del riscaldamento globale, lo scioglimento del permafrost nell’Artico potrebbe alterare la sua topografia.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Environmental Research Letters. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università di Oulu (Finlandia). Nello specifico gli scienziati hanno analizzato gli effetti dello scioglimento del permafrost nell’Artico. Altri studi hanno già analizzato in passato questi effetti. Lo studio in questione ha confermato che la morfologia stessa dei territori ricoperti da permafrost nell’Artico è molto sensibile al riscaldamento globale. Ciò soprattutto perché lo stesso ghiaccio si trova in superficie e non nelle profondità. È come se il ghiaccio permanente stesse lentamente collassando, svanendo dal paesaggio.

Olli Karjalainen, uno degli autori dello studio, ha affermato che il riscaldamento globale e l’aumento delle precipitazioni non limitano la presenza di morfologia solo nelle aree in cui il permafrost si sta sciogliendo. Infatti, ciò avviene anche nelle aree fredde dove il suolo è estremamente denso. Inoltre, lo stesso studio dimostra che se diminuissero le emissioni di gas serra nell’ambiente, le caratteristiche tipiche del permafrost potrebbero essere preservate. Però, lo stesso disgelo del suolo ghiacciato determina l’emissione di gas serra nell’atmosfera. Dunque, ciò non farà altro che accelerare, in un processo a cascata, il riscaldamento globale in corso per tutto questo secolo. Inoltre, il progressivo scioglimento del permafrost ridurrebbe la biodiversità artica.

Si tratta di un fenomeno che, inevitabilmente, condurrà ad uno stravolgimento notevole e drammatico della topografia del paesaggio artico.