dispositivo fotonico

SARS-CoV-2, il virus responsabile dell’attuale pandemia, è un nemico invisibile con il quale abbiamo imparato a convivere ormai da 7 mesi. Nonostante ciò, gli sforzi compiuti per cercare di arginare il problema pandemia sono tantissimi poiché l’emergenza non è stata ancora superata. Per tale ragione, un gruppo di ricercatori spagnoli è al lavoro per sviluppare un dispositivo fotonico che dovrà essere in grado di individuare il nuovo coronavirus.

Il dispositivo fotonico è il frutto di un progetto mandato avanti da alcuni ricercatori dell’Università di Malaga (Spagna). Si tratta di un dispositivo di lettura di tipo fotonico che può rilevare proteine di SARS-CoV-2 anche se presenti in concentrazioni molto basse. Ad oggi, i ricercatori hanno già costruito un prototipo basato su chip fotonici e su un particolare dispositivo di lettura in grado di individuare anche concentrazioni infinitesimali di proteine virali. Proteine che possono essere biomarcatori di processi infiammatori e di anticorpi.

La sensibilità del dispositivo fotonico è davvero notevolmente elevata tanto da riuscire a rilevare anche variazioni dell’indice di rifrazione fino alla centomilionesima parte. In ogni caso, i ricercatori spagnoli stanno continuando a lavorare al fine di migliorare ancora il loro dispositivo fotonico. Il tutto per riuscire a rilevare in modo assolutamente specifico solo SARS-CoV-2 nei campioni analizzati. Se i risultati dovessero fornire esito positivo, si potrebbe pensare di sviluppare un apparecchio compatto che potrebbe essere utilizzato anche nei centri di assistenza.

Il vantaggio di utilizzare il dispositivo fotonico rispetto ai test sierologici sta nel fatto che il dispositivo sarebbe in grado di rilevare anche concentrazioni molto basse di anticorpi. Inoltre, il suo utilizzo richiederebbe minori risorse energetiche e minori tempi di attesa per i risultati.

Nel video che segue potete vedere il prototipo all’opera!