acufene

L’acufene è un termine utilizzato per indicare un disturbo uditivo costituito da rumori come fischi, ronzii, fruscii eccetera. L’orecchio percepisce questi rumori come fastidiosi, al punto da influire negativamente sulla qualità della vita del soggetto che soffre di tale disturbo. Per trattare l’acufene, generalmente, si utilizzano farmaci o si può procedere con l’esecuzione di interventi chirurgici mirati. Oggi, però, sembra sia arrivata la soluzione per questo problema. Si tratta di un dispositivo in grado di alleviare questo disturbo mediante l’impiego di piccole scosse elettriche.

A presentare questo nuovo dispositivo è uno studio apparso sulle pagine della rivista Science Translational Medicine. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università del Minnesota. Nello specifico, gli scienziati americani hanno messo a punto un nuovo trattamento per l’acufene che prevede l’utilizzo di un dispositivo “non invasivo” per applicare una tecnica nota come “neuromodulazione bimodale”. Quest’ultima combina l’utilizzo di suoni con piccole scosse elettriche dirette alla lingua. Secondo gli studiosi, tale metodica potrebbe alleviare l’acufene portando un sollievo effettivo ai pazienti che ne soffrono. Il trattamento ha un obiettivo principale: determinare il sottoinsieme di cellule cerebrali che si attivano in modo anomalo in chi soffre di acufene.

I ricercatori testano il loro dispositivo per trattare l’acufene prima sugli animali e poi sull’uomo: i risultati sono incoraggianti

Essi conducendo esperimenti sugli animali, hanno scoperto che sulla lingua ci sono alcune fibre nervose molto sensibili che possono essere stimolate elettricamente. Tale stimolazione, a sua volta, serve per attivare particolari gruppi di neuroni localizzati nel sistema uditivo. Sarebbero proprio le piccole scosse elettriche dirette alla lingua a ristabilire i circuiti cerebrali che causano l’acufene. Per confermare l’efficacia del loro dispositivo, gli scienziati hanno anche eseguito esperimenti esplorativi randomizzati su 326 soggetti con acufene cronico. I partecipanti dovevano usare il dispositivo per 60 minuti al giorno per 12 settimane.

Al termine degli esperimenti, i ricercatori hanno osservato che l’81% dei partecipanti mostrava significativi miglioramenti in alcune variabili psicosociali associate all’acufene. Questi stessi risultati inoltre, persistevano anche dopo un anno dal trattamento per il 77% dei partecipanti mentre, il 63% riferiva di aver ottenuto, in generale, dei benefici dal trattamento. Questo nuovo dispositivo di neuromodulazione bimodale, prodotto da Neuromod, è disponibile in Germania e Irlanda. Inoltre, il team di ricercatori statunitensi sta chiedendo l’approvazione del loro dispositivo alla Food & Drug Administration (FDA) americana.