sonno

Avete notato che i bambini, soprattutto neonati, passano gran parte delle loro giornate a dormire? E avete anche notato come invece, crescendo, dormire non è più una priorità? La risposta a queste domande è certa: più il nostro cervello cresce e meno abbiamo bisogno di dormire. Dunque, il sonno cambia con l’età e cambia anche la sua funzione. Il tutto, in relazione allo sviluppo del nostro cervello.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista Science Advances. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori delle Università del Texas, del Minnesota, di Los Angeles e dell’Imperial College di Londra.

Il sonno si divide in due fasi principali: REM, fase caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi e la fase non-REM, composta da fasi di sonno leggero alternate a periodi di sonno profondo. Durante la prima fase, prevalente nei primi anni di sviluppo del nostro corpo, il cervello impara e si riorganizza. La fase non-REM, invece, caratterizza il resto della nostra vita e serve a riparare i “danni” che il nostro cervello subisce durante il giorno. Quindi, se vogliamo, è come se la fase non-REM del sonno servisse a ripulire e riorganizzare il cervello.

I ricercatori hanno osservato che poco prima dei due anni e mezzo di età il nostro sonno cambia radicalmente. Infatti, si passa da essere individui con sonno di tipo REM ad individui principalmente non-REM. È come se crescendo non abbiamo più bisogno di dormire per riorganizzare le connessioni neurali ed imparare. Semplicemente, da adulti, riposiamo per riparare i danni causati duranti il giorno e “azzerare” lo stress accumulato. Infatti, mentre i neonati passano in fase REM circa il 50% del sonno, questa percentuale scende al 25% per i bambini di 10 anni e crolla al 15% per un over 50.