scongelamento

Permafrost è il nome dato ad un tipo di terreno perennemente ghiacciato che si trova tra l’estremo Nord Europa, la Siberia e l’America settentrionale. Oggi, questo strato di suolo ghiacciato sta andando in contro ad un progressivo e rapido scongelamento a causa del riscaldamento globale attuale. Lo scongelamento di questo strato di ghiaccio perenne però, non determina solo l’emissione di gas serra nell’atmosfera, ma anche l’emissione di particolari composti

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Environmental Research Letters. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università di Helsinki. Nello specifico, gli scienziati hanno dimostrato che lo scongelamento del permafrost determina l’emissione di composti organici che, al pari dei gas serra, possono avere un impatto significativo sui cambiamenti climatici. Si tratta, in particolare, di composti organici volatili tra i quali figurano anche monoterpeni, sesquiterpeni e diterpeni. Tali sostanze vengono soprattutto rilasciate dal terreno delle torbiere ricoperte di permafrost della Lapponia finlandese che sta andando in contro ad un rapido scongelamento.

Però, non è corretto imputare la causa di questo scongelamento alle attività antropiche poiché in questa regione artica le influenze umane sono abbastanza limitate. Lo scongelamento del permafrost determina pertanto il rilascio di questi composti molto reattivi che causano la formazione di particelle sospese nell’aria. Ma nonostante la pericolosità correlata a questi composti organici, essi hanno anche un effetto positivo. Infatti, contribuiscono alla formazione delle nuvole le quali permettono, in parte, di riflettere la luce solare limitando, seppur in minima parte, il riscaldamento globale.

Non si sa ancora con quale velocità queste sostanze volatili accelerino o decelerino il cambiamento climatico. In ogni caso, introducono ulteriori certezze nella modellizzazione del cambiamento climatico stesso.