batterio elettroattivo

I batteri elettroattivi sono quei batteri che trasferiscono elettroni a substrati allo stato solido al di fuori delle loro cellule per alimentare sistemi elettrochimici alla base del trattamento delle acque reflue. Fino a non molto tempo fa, Geobacter sulfurreducens era considerato il batterio elettroattivo più efficiente mai identificato prima. Oggi, però, alcuni ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di un altro batterio elettroattivo, ancora più efficiente di G. sulfurreducens.

A dimostrarlo è una ricerca condotta da scienziati del KAUST poi pubblicata sulle pagine dell’autorevole rivista Water Research. Nello specifico, essi hanno scoperto l’esistenza di un nuovo batterio elettroattivo denominato Desulfuromonas acetexigens. Quest’ultimo si è rivelato essere un batterio ancora più efficiente di G. sulurreducens. Il nuovo microorganismo riesce, infatti, a produrre una densità di corrente maggiore in un tempo più breve. La scoperta di questa nuova specie elettroattiva è qualcosa di straordinario e di rivoluzionario, secondo gli scienziati.

I ricercatori hanno condotto degli esperimenti durante i quali hanno fatto crescere in maniera più che rapida il nuovo batterio elettroattivo sulla superficie di elettrodi modificati. In tal modo, i ricercatori hanno permesso che il microrganismo generasse una corrente di circa 9 A/m2 già dopo 20 ore dall’inizio del processo. Si tratta di un risultato degno di nota proprio perché con G. sulfurreducens gli studiosi avevano prodotto solo 5 A/m2 in 72 ore. Un’altra caratteristica della nuova specie di batterio elettroattivo è il fatto che non deve essere “alimentato” con l’idrogeno.

Si tratta davvero di una scoperta sensazionale che potrebbe consentire di fabbricare un reattore a cella di elettrolisi microbica per trattare le acque reflue domestiche. In tal modo, si potrebbe anche recuperare efficientemente l’idrogeno gassoso come energia.