camminare

Il cervello è l’organo principale del sistema nervoso centrale, presente nei vertebrati e in tutti gli animali a simmetria bilaterale, compreso l’uomo. Questo organo fondamentale, si occupa di parte della regolazione delle funzioni vitali ed è anche sede delle regolazioni omeostatiche e delle funzioni cerebrali superiori. Ovviamente anche il movimento è un’attività posta sotto il controllo del cervello come, ad esempio, quella del camminare. Nello specifico, alcuni ricercatori hanno individuato il segnale che nel cervello controlla l’azione del camminare, indicando quando l’azione comincia e i momenti in cui inizia e si conclude.

A riportare questa straordinaria scoperta è uno studio pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Brain Stimulation. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori provenienti dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università di Genova e dall’Ospedale Universitario di Wurzburg. L’obiettivo dei ricercatori italiani e tedeschi era quello di creare una terapia flessibile. Una terapia che fosse in grado di comprendere lo stato e le necessità del paziente e di adattarvisi.

Camminare: un’azione controllata da uno specifico segnale nel cervello

Così, gli scienziati hanno condotto degli esperimenti durante i quali hanno monitorato e registrato l’attività cerebrale di alcuni pazienti mentre camminavano. Essi hanno notato un cambiamento di frequenza proprio come quando noi durante un lungo viaggio in auto, dobbiamo cambiare la frequenza della radio per poterla continuare a seguire. Gli studiosi affermano che ciò avviene, esattamente allo stesso modo, in una persona affetta dal morbo di Parkinson. Quando un paziente con Parkinson inizia a camminare, un certo ritmo nell’attività del suo cervello si sposta di frequenza. Ciò accade proprio nelle aree in cui ha origine la malattia e in cui oggi si applica la terapia.

I ricercatori, per poter evidenziare questo cambio di frequenza in maniera immediata, hanno sviluppato una nuova tecnica matematica. La scoperta ha davvero un grande potenziale poiché grazie a questo segnale individuato, si potrebbe modulare in futuro la stimolazione cerebrale profonda. Il tutto per focalizzare tale stimolazione sui disturbi del Parkinson associati al camminare.