cellule

Le cellule, all’interno del nostro corpo, possono collidere tra loro. Proprio a causa di ciò, muovendosi e scuotendosi, possono subire dei danni, lacerandosi o rompendosi. Sembrerebbe però che, proprio in tale circostanza, la cellula “lacerata” avvia un meccanismo che le consente di “autoripararsi”.

A dimostrare l’esistenza di questo meccanismo di “autoriparazione” delle cellule è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS. Lo studio in questione riporta la firma di un team di scienziati dell’Università di Chicago coordinati da Jonathan Winkelman. Nello specifico, i ricercatori americani hanno scoperto che le proteine zyxina e paxillina possono giocare un ruolo importante in questo meccanismo di autoriparazione. Ciò poiché tali molecole sono in grado di rilevare le aree stressate del citoscheletro delle cellule. Per giungere a tale conclusione, gli studiosi hanno condotto degli esperimenti in laboratorio durante i quali hanno notato che, dopo aver applicato una piccola forza meccanica sulle cellule tramite un laser, queste proteine si assemblavano intorno all’area più stressata. Tale assemblaggio coinvolgeva anche l’actina, una delle componenti chiave del citoscheletro. In tal modo, si verificava il meccanismo della autoriparazione cellulare.

Per poter raggiungere questo obiettivo, Winkelman e colleghi hanno dovuto purificare i componenti essenziali ricostruendo l’intero processo fuori dall’ambiente cellulare. Un processo sicuramente molto laborioso ma che ha consentito di far luce su uno straordinario fenomeno cellulare. Una scoperta che potrebbe avere ripercussione davvero significative nel campo della medicina. Il tutto allo scopo di favorire il ripristino delle normali funzioni di un tessuto magari stimolando l’attività di zyxina e paxillina nelle cellule danneggiate nella loro struttura.