vitamina B3

I raggi ultravioletti sono radiazioni elettromagnetiche emesse dal Sole la cui lunghezza d’onda si posiziona tra la luce visibile e le radiazioni ionizzanti. Non sono visibili all’occhio umano, ma possono avere effetti negativi anche molto gravi sulla nostra pelle. Sembrerebbe però che una particolare forma della vitamina B3 possa proteggere la nostra palle da questa tipologia di radiazioni elettromagnetiche.

A dimostrarlo è uno studio condotto da Lara Camillo, ricercatrice dell’Università Maggiore della Carità, e colleghi. I ricercatori italiani, nello specifico, hanno isolato i cheratinociti primari umani, cellule della pelle umana, prelevandole da pazienti con tumori della pelle non melanomi. Essi hanno poi trattato queste cellule con tre diversi livelli di nicotinamide (NAM), una forma di vitamina B3. In un secondo momento, i ricercatori hanno esposto tali cellule ai raggi ultravioletti. Essi hanno scoperto che il trattamento con 25 μM di NAM eseguito 24 ore prima dell’esposizione ai raggi UV proteggeva le cellule della pelle dallo stress ossidativo indotto da tali radiazioni.

Questa interessante forma di vitamina B3 inoltre, migliorava anche il livello di riparazione del DNA danneggiato influendo sull’attività dell’enzima di riparazione del DNA chiamato OGG1. La somministrazione di vitamina B3 nei cheratinociti determinava anche una diminuzione dei livelli di ossido nitrico e specie reattive dell’ossigeno (ROS). Il presente studio dimostra dunque come l’aumento del consumo di vitamina B3, normalmente disponibile nella dieta quotidiana, protegge la pelle dai danni derivanti dall’esposizione ai raggi UV. Nonostante ciò, il suo effetto protettivo non dura molto. Per tale ragione, non dovremmo assumere vitamina B3 oltre le 24-48 prima dell’esposizione al Sole.

Lo studio della dottoressa Laro e colleghi è stato presentato al 29° Congresso di EADV (European Academy of Dermatology and Venereology).