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Il rito funebre è un rituale che si celebra in seguito alla morte delle persone. Nella società attuale tale pratica consiste nel funerale che può essere celebrato con rito religioso o civile. Ma nelle civiltà antiche questi rituali funerari non consistevano solo nella sepoltura ma si affiancavano a tale pratica anche altri tipi di celebrazioni. Un gruppo di scienziati ha scoperto l’esistenza di una particolare usanza funeraria in Indonesia. Il tutto grazie all’analisi dei resti fossili di un bambino sepolto ben 8.000 anni fa.

A presentare questa particolare usanza funeraria indonesiana è uno studio pubblicato sulla autorevole rivista Quaternary International. Lo studio in questione riporta la firma di un team di scienziati dell’Università Nazionale Australiana. Nello specifico i ricercatori australiani hanno rinvenuto dei resti fossili risalenti ad un bambino sepolto 8.000 anni fa in una grotta sull’isola di Alor (Indonesia). Il bambino, doveva avere tra i quattro e gli otto anni al momento della sepoltura. Quest’ultima ha avuto luogo durante una cerimonia. A testimonialo sono alcuni segni di pigmenti ocra applicati sulle guance e sulla fronte nonché un ciottolo dello stesso colore posto sopra la testa.

I ricercatori hanno però notato anche un altro interessante particolare. Le ossa lunghe delle braccia e delle gambe del bambino erano state rimosse prima che il bambino venisse seppellito. Secondo gli studiosi si tratterebbe di un’usanza documentata anche presso altre popolazioni di periodi più o meno simili a Giava, Borneo e nell’isola di Flores. In ogni caso, i resti fossili rinvenuti in Indonesia sono i primi a dimostrare l’applicazione di tale usanza su un bambino.

Si tratta di una scoperta interessante che potrebbe rivelarsi utile per chiarire come le popolazioni del primo periodo dell’olocene trattassero i bambini morti.