Apple ha recentemente risposto ad una lettera di alcune organizzazioni per i diritti umani spiegando perché la funzione di controllo tracciamento è stata posticipata, presumibilmente all’anno prossimo.

Il mese scorso è giunta in casa Apple una lettere firmata da otto organizzazioni per i diritti civili e umani. La lettera mira ad approfondire la scelta di Cupertino di posticipare l’introduzione del nuovo strumento tracking prevention annunciato con iOS 14. Scopriamo insieme le motivazioni del colosso.

 

Apple lancerà la funzione di controllo del tracciamento l’anno prossimo

La risposta a tale lettera arriva ufficialmente dalla penna di Jane Horvath. privacy senior director di Apple. L’azienda non ha ovviamente perso l’occasione di rimarcare quanto la privacy sia sempre al centro del lavoro di Apple, con la volontà di preservare un bene prezioso e un diritto umano. Horvath ha precisato che la scelta di posticipare il rilascio del nuovo strumento è derivata unicamente dalla volontà di fornire maggior tempo agli sviluppatori per adeguarsi a questa novità.

Apple ha confermato che la nuova funzionalità sarà disponibile nel corso del prossimo anno. Da quel momento tutti gli sviluppatori dovranno necessariamente chiedere all’utente i permessi per effettuare il tracciamento, utile ovviamente a scopi pubblicitari. Horvath ha tuttavia rimarcato come lo scopo di Apple non sia quello di impedire il tracciamento a scopi pubblicitari ma semplicemente di fornire agli utenti strumenti di maggior controllo su queste pratiche, incoraggiando una forma di advertising rispettosa della privacy.

Jane Horvath non risparmia qualche frecciata nei confronti di Facebook, da sempre in prima linea contro questa novità di iOS 14. Secondo Apple appare ormai chiaro come il solo scopo di Facebook sia quello di collezionare quanti più dati possibili. Ecco una parte di dichiarazione: “Facebook e altri hanno un approccio molto diverso al targeting. Non solo consentono il raggruppamento degli utenti in segmenti, ma utilizzano dati dettagliati sull’attività di navigazione online per fornire annunci. I dirigenti di Facebook hanno chiarito che il loro intento è quello di raccogliere quanti più dati possibile su prodotti sia proprietari che di terze parti per sviluppare e monetizzare con profili dettagliati dei loro utenti“.

Facebook ha risposto

Facebook ha risposto alle accuse in una dichiarazione rilasciata a Bloomberg: “Stanno usando la loro posizione dominante sul mercato per prediligere la propria raccolta di dati rendendo quasi impossibile per i loro concorrenti utilizzare gli stessi dati. Affermano che si tratta di privacy, ma è semplice profitto. 

La verità è che Apple ha ampliato la sua attività nella pubblicità e attraverso le sue modifiche a iOS14 sta cercando di spostare Internet gratuito in app e servizi a pagamento da cui traggono profitto. Tutto questo fa parte di una trasformazione del business di Apple da prodotti hardware innovativi a software e media basati sui dati“.