microbi

Il Triassico è il primo periodo del Mesozoico. Ciò che ha caratterizzato profondamente questa era geologica è l’estinzione di massa che ebbe luogo durante questo periodo geologico. Alcuni pensano che la causa di tale estinzione, avvenuta poco più di 200 milioni di anni fa, sia da ricercare nella disgregazione del supercontinente Pangea. Un processo che determinò violente eruzioni vulcaniche su scala globale. Tali eruzioni causarono, a loro volta, l’immissione nell’atmosfera di enormi quantità di CO2 che resero molto più acidi i mari. Fu proprio all’interno di questo drammatico scenario che si verificò la scomparsa di gran parte delle forme di vita, sia terrestri che acquatiche. Oggi, però, sembra che per individuare meglio la causa dell’estinzione avvenuta nel Triassico sia ideale studiare i microbi..

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla autorevole rivista scientifica PNAS e condotto da ricercatori del Trinity College di Dublino. Gli studiosi con il loro studio dimostrano che gli eventi eruttivi avvennero più tardi di quanto calcolato in precedenza. Essi hanno eseguito tale scoperta grazie all’esame approfondito di fossili molecolari, tracce fossili di sostanze chimiche a loro volta derivate dai microbi delle acque preistoriche.

Bisogna rivedere i dati relativi all’estinzione del Triassico: i microbi ci dicono molto

Tradizionalmente l’estinzione di massa del Triassico viene collocata a 201 milioni di anni fa. Ma sembra che queste date vadano riviste. Infatti, piuttosto che analizzare le tracce chimiche carboniche nelle rocce, essi hanno analizzato le firme chimiche cambiate da fiorenti comunità di microbi.

Sarebbero state proprio queste comunità di microbi a provocare il cambiamento chimico all’interno delle rocce del canale di Bristol (Regno Unito). Questi microbi si sono diffusi proprio quando le acque diventavano da salate a salmastri o dolci e quando il livello del canale scese al di sotto di un certo livello fino a formare delle pozzanghere. Dunque questo studio dimostrerebbe che le creature non scomparvero dalla documentazione fossile perché si estinsero, ma semplicemente perché non erano più specie marine. Non è la prima volta che l’analisi dei “tappetini” di resti di lipidi o di sostanze rilasciate da microbi sono impiegati per scopi geologici simili.