pianta

Le piante si sa, hanno da sempre trovato impiego nel campo della medicina tanto che sentiamo spesso parlare delle cosiddette piante officinali. Queste ultime si caratterizzano per proprietà farmaceutiche ed erboristiche davvero benefiche che li vedono pertanto coinvolte nella produzione di molti farmaci. In particolare, nella medicina cinese, una pianta da sempre utilizzata sembra si sia evoluta. Questa evoluzione le ha consentito di nascondersi dagli esseri umani.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulle pagine della autorevole rivista scientifica Current Biology. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Istituto di botanica di Kunming dell’Accademia Cinese delle Scienze. Si tratta davvero di un caso molto interessante poiché non è da tutti i giorni notare un essere vivente che evolve modificando le proprie caratteristiche vitali per evitare un predatore come l’uomo. Nello specifico, i ricercatori cinesi hanno concentrato la propria attenzione su una specie di pianta molto impiegata nella medicina cinese: la Fritillaria delavayi. Si tratta di un’erba perenne che produce un singolo fiore all’anno dopo il quinto anno di età. Il suo bulbo è quello che la medicina cinese utilizza da più di 2.000 anni.

Ecco come la pianta si camuffa per sfuggire agli occhi dei “predatori” umani

Gli scienziati cinesi hanno notato che questa pianta si camuffa e mette in atto tutta una serie di strategie per nascondersi nel suo ambiente. La causa di questo camuffamento non sono gli animali erbivori ma proprio gli esseri umani. Fondamentalmente, la pianta ha variato la colorazione delle foglie in modo che queste corrispondano maggiormente al paesaggio in cui crescono. Le popolazioni di F. delavayi sono infatti quelle più difficili da osservare ad occhio nudo. Questa forma di camuffamento sicuramente ha dato esito positivo. Infatti, il tempo impiegato dai raccoglitori per individuare questa pianta ha subito una notevole influenza.

Si tratta di uno studio davvero molto interessante che ci fa capire quanto gli esseri umani abbiano un impatto enorme su tutto l’ambiente ecologico nel quale vivono.