esperimento

Si sa che alcuni batteri, e le infezioni da essi causate, sono molto difficili da combattere anche utilizzando alti dosaggi di farmaci antibiotici. Questo perché, alcuni microrganismi sono in grado di sviluppare una specifica antibiotico-resistenza. Sicuramente l’esempio più lampante che ci viene in mente è quello relativo al batterio Staphylococcus aureus denominato il “super-batterio” proprio per la sua incredibile capacità di resistere ai farmaci antibiotici. Oggi, alcuni ricercatori hanno condotto un nuovo esperimento per capire come i batteri sviluppino resistenza agli antibiotici.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista Nature Communications, riporta la firma di un team di scienziati del Center for Biosystems Dynnamics Research del RIKEN (Giappone). Nello specifico, i ricercatori giapponesi hanno svolto un interessante esperimento mettendo sotto pressione in laboratorio il comune batterio Escherichia coli facendolo entrare in contatto con un elevato numero di singoli antibiotici. In tal modo, essi hanno potuto osservare quasi in real-time tutti quei complessi meccanismi che possono condurre all’antibiotico-resistenza.

Antibiotico-resistenza: l’esperimento che dimostra cosa la determina

Per riuscire ad aggirare questa strategia evolutiva che i batteri mettono in atto per riuscire a sopravvivere all’esposizione a tali sostanze, i ricercatori hanno utilizzato un nuovo sistema robotico automatizzato per la coltura. Nel loro esperimento, essi hanno potuto rappresentare sperimentalmente l’evoluzione dell’E. coli per più di 250 generazioni sotto la pressione di 95 diversi antibiotici. Nel loro esperimento, hanno fatto ricorso anche ad un sistema informatico di apprendimento automatico. Ciò al fine di analizzare con più efficienza le grosse quantità di dati che ottenevano.

Gli scienziati, al termine dell’esperimento, hanno concluso che le dinamiche evolutive di E. coli sono da attribuire ad un numero relativamente piccolo di strati intracellulari, indicando così che il batterio probabilmente consta solo di un limitato numero di strategie per la resistenza agli antibiotici. Si tratta di una scoperta importante che probabilmente, in futuro, ci potrà permettere di prevedere la resistenza agli antibiotici di determinati ceppi batterici.