supercomputer

Sin dall’inizio della pandemia di COVID-19, gli scienziati hanno cercato di trovare delle molecole farmacologiche, anche già testate, che potessero sortire effetti benefici sui pazienti con COVID-19. Così gli studiosi hanno iniziato delle ricerche a tappeto che hanno anche coinvolto i sistemi di intelligenza artificiale e i supercomputer. Nello specifico, oggi in Italia, alcuni supercomputer sono stati messi a disposizione della scienza proprio per andare a caccia di farmaci in grado di agire contro la malattia causata da SARS-CoV-2.

Nello specifico, si tratta dell’esperimento di simulazione del comportamento del nuovo coronavirus più imponente mai realizzato finora. Stiamo parlando di una simulazione tutta italiana basata sui supercomputer del Consorzio interuniversitario Cineca che si annuncia 300 volte più grande e 500 volte più veloce di quella realizzata negli USA nel giugno scorso. Grazie al supercomputer del Cineca sarà possibile testare oltre 70 miliardi di molecole su 15 “siti attivi” del virus. Il tutto grazie all’elaborazione di 1.000 miliardi di interazioni in sole 60 ore, passando da una capacità di 3 milioni di molecole simulate al secondo a 5 milioni di molecole simulate al secondo.

La potenza dei supercomputer ha sicuramente rivoluzionato il mondo della ricerca. E se per il vaccino dell’influenza abbiamo aspettato 28 anni e per quello contro il Papillomavirus umano circa 15, per il vaccino contro SARS-CoV-2 saranno necessari soltanto 9 mesi. Dunque potrebbero essere proprio i supercomputer italiani a trovare molecole farmacologiche efficaci per neutralizzare questo temibile nemico invisibile. La simulazione ottenuta dai supercomputer Cineca ha previsto, però, anche la collaborazione dei supercalcolatori HPC5 di Eni e del Marconi100 sempre di Cineca.