Le nuove condizioni d’uso di WhatsApp hanno fatto storcere il naso a molti. Obbligatorie, sanciscono infatti la definitiva ritrattazione della promessa fatta agli utenti nel 2014, all’indomani dell’acquisizione del servizio da parte di Facebook.

Sui social c’è dunque chi si è detto pronto ad abbandonare l’app in favore di altre piattaforme di instant messaging. Scopriamone qualcuna interessante.

 

Alternative a WhatsApp in caso di non accettazione delle nuove condizioni

Telegram al momento è la seconda app di messaggistica più diffusa in Italia. Lanciata nel 2013 dai fratelli Nikolaj e Pavel Durov e parzialmente open source, al pari di WhatsApp è del tutto gratuita. . Le chat sono di due tipi: classiche (con cifratura client-server) e segrete (con cifratura end-to-end). Le prime possono essere visualizzate su tutti i device, le seconde, più sicure, invece solo da quello da cui sono state avviate. Queste ultime prevedono poi la possibilità di inviare messaggi che si autodistruggono. Oltre ai gruppi, in grado di contenere fino a 200 mila membri, ci sono poi i canali, introdotti nel 2015 e dalla capienza illimitata. L’ultima novità è invece cronaca di questi giorni: l’imminente arrivo di annunci pubblicitari nei canali pubblici.

Dell’assoluta sicurezza delle conversazioni fa il suo punto di forza Signal, software gratuito e open source gestito da una fondazione no-profit. In aggiunta all’end-to-end, infatti, si serve di ulteriori protocolli di crittografia, tutti all’avanguardia. A differenza sia di WhatsApp che di Telegram, inoltre, memorizza pochissime informazioni su data e ora di invio e ricezione delle conversazioni etc.

Altra possibile alternativa gratuita a WhatsApp è Viber, fondata in Israele nel 2010, quattro anni più tardi è stata acquisita dai giapponesi di Rakuten. Dotata di crittografia end-to-end, permette di effettuare chiamate e videochiamate in alta qualità, inviare messaggi, foto e video e condividere luoghi con altri iscritti Viber a costo zero, ma anche di contattare utenti esterni all’app tramite la funzione a pagamento Viber Out.