Una nuova ricerca mostra che Apple sta studiando come gli smart speaker o altri dispositivi con assistenza vocale integrata potrebbero utilizzare l’audio per stimare la distanza da un utente che parla, anche per identificare con maggior precisione i suoni intorno ad esso.

Allo stato attuale i dispositivi come HomePod, Google Home e le varie proposte con Alexa sono in grado di sentire abbastanza bene la voce anche quando si riproduce musica ad alto volume, ma due recenti domande di brevetto dimostrano che Apple vuole migliorare questa capacità di ascolto e portarla ad un nuovo livello. Scopriamo insieme maggiori dettagli.

 

Apple vuole potenziare l’assistenza vocale

Una delle due documentazioni parla di stimare la distanza basandosi sull’apprendimento e riguarda l’ uso dell’audio non solo per riconoscere un utente ma anche per capire dove si trova. “Spesso è auspicabile che il dispositivo stimi la distanza dal dispositivo all’utente utilizzando il suo array di microfoni“, afferma la domanda di brevetto. “Ad esempio, il dispositivo può regolare il volume di riproduzione o la risposta di un dispositivo di assistenza intelligente in base alla distanza stimata dell’utente dal dispositivo“.

Le implicazioni sono interessanti, ad esempio se un utente è molto vicino al dispositivo, la musica o il parlato potranno non venire riprodotti ad alto volume, o in alternativa, se l’utente è lontano la riproduzione multimediale o la risposta di un dispositivo assistente intelligente potranno essere tarate ad un volume maggiore. Tra le soluzioni esposte per migliorare il riconoscimento, Apple propone semplici mappature dell’ambiente che portino alla creazione di una griglia di punti misurati, che permettano di approssimare la posizione in modo sempre più preciso.

In questo caso il sistema potrebbe essere allenato a distinguere la voce dai rumori di fondo, calcolando le informazioni relative a suoni attribuibili a semplici rumori di fondo e valutando meglio la propagazione diretta del segnale. Ed è su questo punto che si concentra la seconda domanda di brevetto, vengono infatti presi in considerazione diversi scenari d’utilizzo che allo stato attuale non possono essere gestiti efficacemente dai sistemi di comune utilizzo.