Solamente qualche giorno fa, il CEO del colosso Apple, Tim Cook ha deciso di motivare la scelta di rimuovere il contestato social network Parler dal proprio Apple Store.

Vi ricordo infatti che Parler è stato di recente identificato con l’etichetta di “social che piace a Trump e alle destre USA” e non solo. Ma negli ultimi giorni ha fatto notizia la sua recente rimozione dall’App Store e dal Play Store. Ecco la sua motivazione.

 

Tim Cook di Apple spiega il ban a Parler

Sia Apple che Google hanno impedito il download di Parler e poco dopo si è aggiunta al “ban” anche Amazon. Una mossa che, come prevedibile, ha gettato nuova benzina sul fuoco delle critiche al potere decisionale delle cosiddette big tech. Anche per questo il CEO di Apple, Tim Cook, ha deciso nelle ultime ore di motivare la scelta della compagnia, spiegando che hanno influito in maniera decisiva le violenze al Congresso USA dello scorso 6 gennaio.

Ecco le sue parole a Fox News: “Abbiamo esaminato l’esaltazione ai disordini che era in atto sulla piattaforma, ritenendo che libertà di parola e incitamento alla violenza si scontrino. L’azienda ei suoi dipendenti cercano sempre di fare la cosa giusta, una missione che lo motiva a venire al lavoro ogni mattina. L’assedio del Campidoglio è stato uno dei momenti più tristi della mia vita. Mi sentivo come in una sorta di realtà alternativa, ad essere onesti. Non doveva succedere“.

Parler è un social network “alternativo” piuttosto popolare tra i conservatori, e molto cresciuto in popolarità negli ultimi mesi. Ma la piattaforma è accusata principalmente di non essere riuscita a frenare i discorsi di incitamento a violenza, odio e disordini che, secondo molte delle Big Tech, avrebbero incoraggiato alle recenti rivolte di Capitol Hill e potrebbero portare ad altri attacchi violenti.